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Friday, May 15, 2026
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Perché l’Estate ritarda a Maggio 2026? L’influenza di El Niño

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Perché l’Estate ritarda a Maggio 2026? L’influenza di El Niño

Si è appena chiusa la prima settimana di Maggio e già i prossimi giorni si preannunciano tutto tranne che tranquilli. La circolazione atmosferica sull’Europa sta cambiando registro con una frequenza quasi stancante, e l’Italia si ritrova a fare da palcoscenico a un copione meteorologico che alterna capitoli diversi senza soluzione di continuità. Da un lato il caldo si fa prepotente, dall’altro i temporali prendono il sopravvento con tutta la loro violenza. Il maltempo si abbatte sul Centro-Nord mentre il Sud abbronza i suoi ulivi. Due scene, un unico mese.

Eppure è tutto fisiologico. La varianza primaverile, concetto spesso citato e altrettanto spesso ignorato, si manifesta proprio così: configurazioni bariche agli antipodi che convivono a pochi chilometri di distanza. Chi si stupisce, probabilmente, aveva dimenticato cos’è davvero la Primavera.

Un’abitudine sbagliata che si chiama estate precoce

La domanda che rimbalza ovunque, tra amici, in ufficio, sui social, è sempre la stessa: quand’è che arriva l’Estate? E la risposta più onesta è anche la meno comoda. Eravamo stati abituati male. Nell’ultimo ventennio, la stagione estiva aveva preso l’abitudine di presentarsi con settimane di anticipo, e un Maggio dall’anima pienamente estiva era diventato quasi la norma. Un mese primaverile nel senso più autentico del termine sembrava un’anomalia, persino un affronto.

Il Maggio 2003 è l’esempio estremo, quello che si cita quando si vuol far capire quanto corta sia la memoria termica di certi italiani. Ma sarebbe troppo facile. Anche senza arrivare a quell’anno, nell’ultimo ventennio i mesi di Maggio dal carattere estivo sono stati tanti. Tanti, però non tutti. Ci sono stati Maggio alluvionali, mesi freddi e nervosi, altri che sembravano Marzo travestiti da primavera. E qualche Giugno tutt’altro che estivo, diciamolo, l’abbiamo visto pure quello.

È evidente, insomma, che si stia parlando di un mese primaverile a tutti gli effetti. Un mese durante il quale le dinamiche atmosferiche puntano sì verso l’Estate, verso il consolidamento delle Alte Pressioni, ma allo stesso tempo possono risentire, più o meno pesantemente, di quanto accaduto agli esordi della Primavera e alla fine dell’Inverno. Non è un caso, è la regola.

Lo split del Vortice Polare e gli strascichi di La Niña

Quest’anno, però, c’è qualcosa in più. Uno strato di complessità atmosferica che rende questo Maggio 2026 particolarmente interessante da osservare. Lo split del Vortice Polare è avvenuto con tempistiche insolitamente tardive, lasciando cicatrici nel pattern circolatorio globale che si sentono ancora, eccome. Il Vortice Polare, quando si frammenta in ritardo, lascia strascichi atmosferici che si propagano per settimane, a volte per mesi. È una delle dinamiche più difficili da spiegare al grande pubblico, eppure è una di quelle che incidono di più sulla vita quotidiana.

A tutto ciò si aggiunge l’influenza di La Niña, che per mesi ha condizionato le dinamiche su scala planetaria favorendo configurazioni tipicamente più instabili sulle regioni del Mediterraneo. Due elementi che, piaccia o meno, pesano ancora sul quadro climatico attuale. Non dobbiamo stupirci, quindi, se Maggio ci sta regalando un’atmosfera nervosa, mutevole, capricciosa, tutto ciò che questa stagione porta storicamente con sé.

Due Italie, un unico Maggio

La statistica continua a fare il suo lavoro, puntuale come sempre. Le prime regioni a ricevere l’Estate sono storicamente quelle del Sud e le due Isole Maggiori, la Sicilia e la Sardegna. A seguire, con tempistiche più o meno dilatate, il Centro e il Nord. Quest’anno non fa eccezione. Sul Sud Italia si sta affacciando un promontorio anticiclonico subtropicale capace di spingere le temperature verso i 35°C già nella seconda settimana del mese. Qualcosa che, con il Maggio climatologico di un tempo, ha davvero poco a che fare.

Nel frattempo il Nord resta nel mirino delle perturbazioni atlantiche, con grandinate, nubifragi e temporali a tratti molto intensi. Conformazione geografica a parte, la Valle Padana raccoglie le forze di ogni perturbazione come una pentola a pressione: calore e umidità intrappolati tra le Alpi e l’Appennino, e poi il cielo che si tinge di viola in pochi minuti. Chi ha vissuto almeno un pomeriggio primaverile in Pianura Padana sa esattamente di cosa si parla.

Due Italie, quindi, che vivono questo Maggio in modo completamente diverso. Quasi in mondi paralleli, verrebbe da dire.

Il 2026 e quell’inverno fuori misura

C’è un altro elemento che non va trascurato, ovvero il peso di un Inverno straordinario. Il 2026 ha esordito con piogge eccezionali su ampie zone d’Italia, quantità che non si registravano da oltre cinquant’anni. Un segnale importante, che racconta di una circolazione atmosferica vivace, ricca di energia, lontana da quella piattezza anticiclonica che aveva dominato molte stagioni recenti. Adesso, quella stessa vivacità si manifesta nella variabilità primaverile, negli sbalzi termici repentini, nelle perturbazioni che non si fermano alla porta.

È giusto che sia così, in effetti. La Primavera rispetta le sue consegne, e quella dinamicità che in certi anni sembrava perduta è qui, ben presente. Fastidiosa per chi vorrebbe già il sole fisso, preziosa per chi guarda alla gestione delle risorse idriche e alla salute degli ecosistemi. Diciamolo: un Maggio vivace vale più di un Maggio già bruciato dall’anticiclone.

El Niño bussa alla porta: cosa cambia per l’estate

Sullo sfondo, intanto, si sta consumando una transizione climatica di rilievo. Il passaggio da La Niña a El Niño è in atto, e le proiezioni degli enti internazionali più autorevoli indicano che El Niño potrebbe emergere pienamente tra Maggio e Luglio 2026. Gli effetti più evidenti si faranno sentire soprattutto durante l’Estate, ma le avvisaglie sono già lì, visibili a chi sa dove guardare. Il rapido riscaldamento del Nord Africa e le imponenti fiammate di aria rovente che puntano con insistenza verso le Isole Maggiori e il Sud Italia ne sono la conferma più eloquente.

Potrebbe essere l’Estate più calda degli ultimi vent’anni. O, chissà, quella finalmente nella media che molti aspettano da tempo. La risposta, onestamente, non ce l’ha nessuno. Quello che è certo è che la bella stagione è alle porte, e che questo Maggio irrequieto, tutto contrasti e sbalzi, è semplicemente la Primavera che fa il suo mestiere. Con un bel po’ di carattere, come si conviene.

 

Crediti

ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts NOAA Climate Prediction Center World Meteorological Organization Copernicus Climate Change Service IRI – International Research Institute for Climate and Society

 

L’articolo Perché l’Estate ritarda a Maggio 2026? L’influenza di El Niño proviene da DIRETTA METEO.

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