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Friday, May 15, 2026
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Maggio: dopo il Caldo africano arrivano più fresco e Maltempo intenso

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Maggio: dopo il Caldo africano arrivano più fresco e Maltempo intenso

Che Maggio se la cavi bene a sorprendere, lo sanno tutti. Eppure, ogni anno, ci si ritrova a guardare il cielo con la stessa aria vagamente incredula, come se il mese avesse fatto qualcosa di imprevisto. Non è così. La dinamicità atmosferica che ha scandito la primavera fin dalle prime settimane non accenna a placarsi, anzi. Siamo in pieno periodo primaverile, non in Luglio, eppure c’è ancora chi si sorprende per questo turbinio di cambiamenti. Forse ci si dimentica troppo in fretta che Maggio non ha nessun obbligo di essere stabile.

Il caldo africano: una parentesi, non una stagione

Nei prossimi giorni, diciamolo, lo spettacolo ci sarà. Un’impennata temporanea dell’Anticiclone Africano trasporterà temperature fuori scala al Sud Italia. Le regioni meridionali e la Sicilia saranno le protagoniste principali di questa fiammata subtropicale, con un coinvolgimento possibile anche per la Sardegna, sebbene più marginale. Valori che appartengono, a guardar bene, più al vocabolario di Luglio che a quello di Maggio. Un assaggio, insomma. Non una stagione.

Il punto, però, è un altro. Questa rimonta del promontorio anticiclonico africano ha tutti i caratteri della provvisorietà. L’Alta Pressione non riesce a radicarsi, non riesce a fare da padrone in modo duraturo. Il perché ha radici nella stessa turbolenza che ha caratterizzato questi mesi: l’eredità di una primavera instabile, con le saccature atlantiche a dettare il ritmo con una certa prepotenza, è ancora lì. Visibile, concreta, difficile da ignorare.

Cosa cambia nella prossima settimana

Ed è qui che la storia si fa davvero interessante. La settimana che sta per arrivare si preannuncia come una svolta netta. Tutti i principali modelli matematici di previsione concordano, e questo, diciamolo, non è affatto scontato in meteorologia. Quando succede, vale la pena prestare attenzione. Ancora qualche giornata di conferme e il quadro previsionale sarà chiaro come non mai.

Lo scenario che emerge è quello di un’intrusione di aria fredda dal nord Europa, correnti gelide che scivoleranno lungo il fianco dell’Anticiclone delle Azzorre, a sua volta proiettato verso Islanda e Groenlandia con un’angolazione del tutto insolita per il periodo. Un movimento barico, considerando il mese in cui ci troviamo, che in effetti lascia un po’ interdetti. E quando la circolazione si comporta in modo inatteso, gli effetti tendono a seguire la stessa logica.

Il tracollo termico: quando arriva e quanto pesa

Verso la metà della prossima settimana potrebbe concretizzarsi un vero e proprio crollo delle temperature. Le anomalie termiche negative, secondo le attuali proiezioni, si farebbero sentire sull’intera Penisola, dal nord al sud, senza troppi risparmi. Un salto termico che, in certi casi, si annuncia persino da record per il periodo. Non è esagerazione: è quello che emerge dalle elaborazioni modellistiche più attendibili, quelle che in genere non si permettono di sbilanciarsi a cuor leggero.

Il meccanismo fisico, in fondo, è quasi obbligato. L’aria fredda in discesa, incontrandosi con il calore accumulato nei bassi strati durante la fase africana, genera contrasti termici violenti. L’atmosfera si comporta, in questi casi, come una pentola a pressione: tanta energia immagazzinata, un equilibrio che prima o poi si rompe. E quando si rompe, non lo fa in silenzio.

Temporali, nubifragi e grandine: il maltempo che si annuncia

Parliamo di fenomeni, perché è lì che la cosa diventa concreta. Il peggioramento delle condizioni meteo atteso potrebbe rivelarsi decisamente vivace. Per non dire violento, e no, non si sta esagerando. Le precipitazioni, alimentate da un gradiente termico particolarmente pronunciato, potrebbero assumere carattere temporalesco diffuso, con nubifragi su più zone d’Italia e grandinate improvvise, come spesso accade in questi contesti di marcato sbalzo termico. Fenomeni tipicamente primaverili, certo, ma in questo contesto più persistenti di quanto siamo abituati a vedere in queste ultime settimane.

La differenza rispetto a ciò che sta accadendo ora? La durata. Non un rovescio rapido che esaurisce la sua energia in qualche decina di minuti, ma fasi di maltempo più prolungate, capaci di accumularsi ora dopo ora. I modelli più lungimiranti individuano già accumuli di pioggia tali da superare ampiamente le medie pluviometriche mensili. Uno scenario che, negli ultimi anni, sia d’inverno sia in primavera, si sta ripetendo con crescente frequenza. Quasi una firma, ormai, di un clima che ha perso parte della sua prevedibilità.

Una settimana da seguire senza allarmismi

Quel che è certo è che la prossima settimana, dal punto di vista meteo-climatico, andrà monitorata con la giusta attenzione. Senza allarmismi, ci mancherebbe altro, ma senza nemmeno abbassare la guardia. Perché il peggioramento, se i modelli avranno ragione, potrebbe lasciare davvero il segno. La primavera ha ancora parecchie carte da giocare, e Maggio, fedele alla sua reputazione, non sembra intenzionato a deluderla.

 

Crediti

ECMWF | NOAA | WMO | Copernicus Climate Change Service | American Meteorological Society

 

L’articolo Maggio: dopo il Caldo africano arrivano più fresco e Maltempo intenso proviene da DIRETTA METEO.

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