
Di piogge e perturbazioni atlantiche si parla quasi sempre, quando ci si sofferma sul meteo della Penisola. Le regioni settentrionali, il versante tirrenico del Centro Italia, sembrano sistematicamente al centro della scena ogni volta che un fronte umido scende a farsi sentire. Eppure esiste un’altra metà, quella che guarda verso il Mediterraneo più meridionale, dove la pioggia è diventata quasi un lontano ricordo. Nel Meridione, questo Maggio 2026 assomiglia davvero poco alla primavera. Come mai accade tutto questo?
Il meccanismo che divide l’Italia
Le stesse correnti di provenienza sudoccidentale che alimentano il maltempo al nord svolgono, in contemporanea, una funzione completamente opposta sul Meridione: favoriscono la risalita di un promontorio di matrice africana che, pur non essendo particolarmente imponente, si rivela straordinariamente tenace. Il nucleo di questo Anticiclone Africano pulsa attorno a Lampedusa, piccola sentinella di roccia nel Canale di Sicilia, senza volersi muovere di molto. Piccolo, certo. Inamovibile, però.
Ed è sufficiente. Più che sufficiente, in effetti, per garantire al Meridione un lungo periodo di stabilità atmosferica con scarse, se non nulle, possibilità di precipitazioni. Il tempo si mantiene asciutto, soleggiato, con un cielo quasi ostentato nella sua pulizia. Le temperature, poi, salgono progressivamente nella seconda parte della settimana, soprattutto sulle aree più meridionali e sulla Sicilia, dove si toccheranno valori già estivi: massime attorno ai 28°C, se non oltre, cifre che appartengono molto più al vocabolario di Luglio che a quello di una primavera ancora fresca di memoria.
Cosa dicono ECMWF e GFS: il responso dei modelli
Analizzare le ultime proiezioni modellistiche di ECMWF e GFS per la seconda decade di Maggio offre uno spaccato davvero significativo. Tra il 12 e il 14 Maggio, date ovviamente indicative e suscettibili di revisione, entrambi i principali centri di calcolo internazionali disegnano una vastissima area depressionaria posizionata a ovest dell’Italia. Una struttura che funziona, in pratica, come un grande corridoio aspirante per le correnti atlantiche umide e instabili.
Le ricadute pratiche si intuiscono facilmente. Al nord, le precipitazioni rimarrebbero una costante quotidiana, accompagnate da temperature piuttosto fredde per il periodo, ben al di sotto della media stagionale. Al Meridione, invece, il caldo di matrice africana continuerebbe a dominare indisturbato, tra cieli sereni e termometri che faticano a scendere anche nelle ore notturne. La fase potrebbe protrarsi fino al 17 Maggio: quasi tre settimane di Italia percorsa da un confine invisibile ma nettissimo. Da una parte, il nord che conta i millimetri di pioggia. Dall’altra, il Meridione che conta i gradi di troppo.
Un pattern che sembra voler durare
Diciamolo: il dato forse più rilevante non riguarda i prossimi giorni soltanto, ma la tendenza di fondo che i modelli cominciano a delineare per le settimane successive. Il pattern meteorologico attuale mostra una certa propensione a consolidarsi piuttosto che a cedere. Tradotto in termini concreti, questo significa che il Meridione potrebbe ritrovarsi spesso, molto spesso, sotto l’influenza dell’Anticiclone Africano, con precipitazioni praticamente assenti e temperature ben al di sopra della media stagionale.
Non è un dettaglio di poco conto. La Sicilia, il Tavoliere delle Puglie, la fascia ionica calabrese: tutte zone che si trovano già oggi a fare i conti con una siccità che avanza in sordina, settimana dopo settimana. Ovviamente la meteorologia riserva sempre le sue sorprese, e i prossimi aggiornamenti dei modelli potrebbero modificare sensibilmente questo quadro. Ma al momento, il sole nel Meridione non ha proprio nessuna intenzione di lasciare la scena.
Crediti
ECMWF · NOAA · WMO · Copernicus Climate Change Service
L’articolo Piogge al Nord e caldo al Sud: i dettagli su quanto durerà questa fase proviene da DIRETTA METEO.