
C’era stato un momento, non troppe settimane fa, in cui sembrava che la primavera avesse deciso di rimanere sul serio. Piogge continue, freddo anomalo, anomalie negative che in qualche angolo del Meridione avevano quasi fatto rimpiangere il cappotto tolto troppo in fretta. Una primavera capricciosa, insomma, di quelle che stancano. E invece, con la brutalità silenziosa che certi cambiamenti atmosferici sanno avere, il copione si è ribaltato.
Completamente.
L’anticiclone africano si muove, e non lascia dubbi
Stavolta non si tratta di uno dei soliti sondaggi barici, di quegli avanzamenti timidi che si dissolvono in tre giorni senza fare danni. L’Anticiclone Africano si radica in profondità nelle aree interne del Sahara e allunga i suoi tentacoli verso nord, fino a prendere il controllo del Bacino del Mediterraneo orientale. Una struttura che, in questa configurazione, punta dritta sull’Italia, con conseguenze ben diverse a seconda che si guardi al nord o all’estremo sud della Penisola.
Al settentrione arriveranno piogge molto intense, abbondanti, il tipo di precipitazioni che richiede attenzione. Al Meridione, invece, il discorso è opposto: il caldo prenderà il sopravvento con una rapidità che lascia poco spazio all’immaginazione. Una Penisola spaccata in due, quasi letteralmente.
Già da mercoledì i numeri cambiano
Le temperature non aspetteranno. A partire da Mercoledì i valori massimi su tutto il Sud e sulle Isole Maggiori si porteranno in una forbice tra i 28 e i 31°C, cifre che appartengono decisamente al vocabolario di Luglio, non certo a quello di Maggio. Una piccola, grande anomalia stagionale che, a dirla tutta, comincia a diventare sempre meno sorprendente.
Attenzione, però, a non farsi trarre in inganno. Caldo non significa necessariamente sole. Perché qui entra in gioco un elemento che cambierà la percezione di queste giornate: l’umidità sarà molto elevata, e la polvere sahariana in risalita dal Sahara sarà tutt’altro che trascurabile. I cieli del Sud, quindi, non saranno quell’azzurro profondo e nitido che ci si potrebbe aspettare. Saranno lattiginosi, velati, con quella colorazione opaca e giallastra che chi ha vissuto una vera irruzione di sabbia desertica conosce fin troppo bene. Una luce strana, quasi polverosa, che filtra senza calore diretto ma con una temperatura che non scende.
Al nord, nel frattempo, le piogge che cadranno porteranno quella colorazione rossiccia, sporca, tipica del particolato sahariano in sospensione.
Dopo venerdì 8, il caldo potrebbe diventare storico
Ed è qui che la situazione si fa davvero seria. Guardando oltre Venerdì 8, le proiezioni suggeriscono che il cuore caldo di questo promontorio africano potrebbe raggiungere un’intensità difficile da ignorare. Se si innescheranno valori sostenuti di compressione favonico-sciroccale, le massime potranno spingersi oltre i 35°C. Trentacinque gradi a Maggio. Il genere di cifra che di solito si legge a Luglio inoltrato, non in primavera.
Le aree più esposte a questo scenario? Il Ragusano, la Piana di Catania, la costa tirrenica messinese, la zona palermitana. La Sicilia sarebbe quindi il fulcro di questa fiammata, la zona più vulnerabile all’afa più intensa. Ma ciò non esclude che il Tavoliere delle Puglie e il Cosentino possano toccare valori ben superiori ai 32°C. Diciamolo: non è poco per un mese che, almeno sulla carta, dovrebbe ancora essere primavera.
Un pattern che non sembra intenzionato ad andarsene
Quel che rende questo episodio degno di particolare attenzione non è soltanto l’intensità del caldo, ma la sua eventuale persistenza. Le proiezioni disponibili al momento non indicano una rottura imminente di questa configurazione barica. I modelli, come sempre, mantengono le loro incertezze, e sarebbe sbagliato presentare tutto come già scritto. Eppure i segnali sono abbastanza coerenti da non poter essere ignorati.
Un’Italia divisa su binari opposti, quindi: piogge dense e sporche al nord, afa e cieli velati al Meridione, con la sabbia sahariana a tingere di arancione sia le carrozzerie delle macchine che l’orizzonte. La seconda metà di Maggio sarà quella decisiva per capire se ci sarà uno sblocco della situazione o se il pattern si consoliderà ulteriormente. Nel frattempo, conviene tenere d’occhio gli aggiornamenti.
Crediti
ECMWF · NOAA · Met Office · Copernicus Climate Change Service · WMO
L’articolo Caldo al Sud: l’anticiclone africano porta il clima d’Estate proviene da DIRETTA METEO.