
Siamo a Maggio. Primavera piena, nel senso più letterale del termine. Eppure c’è chi si aspetta già l’Estate, come se bastasse girare pagina sul calendario per ritrovarsi in piena estate. Diciamolo con chiarezza: non è così, e non dovrebbe sorprendere. Anzi, sarebbe strano il contrario.
Il richiamo africano che non deve ingannare
Nelle prossime ore, alcune regioni, in particolare il Sud e la Sicilia, vedranno transitare una massa d’aria calda proveniente dal Nord Africa. Caldo percepibile, sì, ma non bisogna farsi trascinare dall’entusiasmo. Si tratta di un classico richiamo prefrontale, il passaggio di un promontorio anticiclonico subtropicale generato in risposta a un affondo depressionario sulla Penisola Iberica. Un meccanismo barico tutto sommato consueto, noto a chiunque frequenti le mappe sinottiche. Niente di eccezionale, insomma. L’Anticiclone subtropicale, quando si fa spazio verso il Mediterraneo, sa sempre come catturare l’attenzione. Ma questa volta la sua permanenza sarà davvero breve.
Proprio quell’affondo sull’Iberia sta nel frattempo alimentando condizioni di marcata instabilità atmosferica su Centro-Nord e Sardegna, con perturbazioni, rovesci e una circolazione tutt’altro che docile. È però fondamentale distinguere: questa depressione iberica non sarà responsabile del peggioramento previsto per la prossima settimana. Due dinamiche separate, due capitoli distinti di un mese di Maggio che si sta rivelando più movimentato del previsto.
Metà settimana: il vero punto di svolta
La svolta è attesa intorno a metà della prossima settimana. Un decadimento marcato, che i modelli matematici mostrano con una certa coerenza da diversi giorni. Non una novità, quindi, non una sorpresa dell’ultimo minuto. Il segnale è lì, su ogni emissione, pressoché identico. La causa di questo deterioramento risiede in una profonda “ferita barica”, ovvero un’ampia area depressionaria destinata a posizionarsi nel cuore dell’Europa. Uno scenario che, in presenza di un’Alta Pressione ben strutturata a basse latitudini, non avrebbe creato problemi di rilievo per l’Italia. Il punto è che quella struttura anticiclonica non c’è, e non si intravedono segnali concreti del suo arrivo.
Le piogge che hanno già colpito ampie zone della Penisola nelle ultime settimane sono solo il prologo di una fase che si preannuncia ancora più intensa. D’altronde, il forte maltempo che ha interessato il Centro-Nord tra Martedì 5 e Mercoledì 6 Maggio non è stato un episodio isolato, ma il primo segnale di una stagione che non intende arrendersi.
Nessuna rimonta anticiclonica all’orizzonte
Ecco il nodo centrale. Dalle proiezioni modellistiche odierne, in realtà da giorni, non emerge alcuna rimonta anticiclonica capace di rimettere le cose a posto. Al contrario, gli scenari che si prospettano per la seconda parte del mese sono decisamente instabili, in qualche caso apertamente perturbati. Con temperature che rischiano di mantenersi al di sotto delle medie stagionali, o comunque non superiori alla norma. Non è un’opinione, è quel che raccontano con insistenza le elaborazioni dei principali centri di calcolo internazionali.
Già nei giorni scorsi l’Italia si era divisa in due, con maltempo diffuso al Centro-Nord e relativa stabilità al Sud. Il peggioramento di metà settimana, però, potrebbe coinvolgere la Penisola in modo più uniforme, come già prefigurato dagli aggiornamenti sul brusco passaggio dal caldo al fresco, con uno sbalzo termico che per le regioni meridionali sarà davvero notevole.
Il caldo anomalo del Sud non è estate
Vale la pena chiarire un equivoco che torna ciclicamente. L’impennata termica che in questi giorni interessa il Sud Italia non è “caldo stagionale”. È caldo anomalo, pilotato da un promontorio subtropicale di breve respiro. Il caldo stagionale vero, quello che si consolida, che resta e che fa parlare di Estate con la maiuscola, richiede un Anticiclone capace di imporsi con decisione e di resistere alle incursioni atlantiche. Al momento, nessuna emissione modellistica mostra qualcosa di lontanamente simile. È evidente, insomma, che parlare di Estate anticipata sarebbe fuori luogo.
Come già documentato nell’analisi sullo scenario del Maggio caldo al Sud con ipotesi di ciclone al Nord, l’assenza di una struttura anticiclonica solida è il fattore determinante di questa fase meteorologica.
La seconda metà di Maggio resta in bilico
Il peggioramento in arrivo potrebbe avere ripercussioni sensibili sull’andamento meteo-climatico della seconda metà di Maggio. Tradotto: l’arrivo del primo caldo stagionale degno di questo nome verrebbe procrastinato a data da destinarsi. E ci sarà da pazientare, probabilmente non poco.
Certo, il tempo ha sempre l’ultima parola. Potrebbero affacciarsi altri colpi di scena, magari tra una settimana si tornerà a ragionare di possibili rimonte anticicloniche, di una finestra di stabilità. È una possibilità legittima: più ci si avvicinerà alla fine del mese, maggiori saranno le probabilità di un cambio di rotta. Ma fintanto che i modelli continueranno a proporre certi scenari, non si può fare altro che prenderne atto con la stessa onestà con cui li descrivono. E la meteorologia, quando funziona bene, di fantasia ne ha davvero poca.
Crediti
ECMWF | NOAA | WMO | Copernicus Climate Change Service
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