
ECMWF e GFS lo confermano con una chiarezza insolita: tra Venerdì 15 e Domenica 17 Maggio, una vasta irruzione fredda di matrice artica si abbatterà sull’Italia, avanzando attraverso la classica Porta del Rodano e dando origine a un sistema perturbato di tutto rispetto. Tre giorni da non sottovalutare, dunque, anche se, diciamolo subito, non si tratterà di alcun ritorno all’inverno.
Aria artica in arrivo: ma non è quello che temete
Chiariamo la questione una volta per tutte, prima che le previsioni diventino un tam-tam di allarmismi ingiustificati. La parola “artico” spaventa, questo è innegabile, ma in pieno Maggio va letta in chiave relativa. Non stiamo parlando di neve in pianura, né di gelate mattutine o di termometri sotto zero nelle città. Quello che si prospetta, più concretamente, è un periodo di freddo e instabilità ben al di sotto delle medie tipiche del mese, con temporali anche intensi e un’aria pungente che, quando piove, ricorda vagamente certi giorni di Marzo. Insomma, un deciso sotto media stagionale, niente di più. Come evidenziano le analisi più recenti sull’instabilità di queste settimane, i contrasti tra masse d’aria di diversa origine stanno rendendo questa primavera particolarmente vivace e difficile da interpretare.
L’evoluzione del maltempo giorno per giorno
Le prime avvisaglie arriveranno già nella giornata di Venerdì. Liguria, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e il Triveneto saranno le regioni più esposte all’impatto iniziale della perturbazione: rovesci diffusi, temporali anche intensi e, per alcune zone, il rischio concreto di qualche grandinata. Nulla di estremo, almeno in questa prima fase, ma non del tutto escludibile, considerando lo scontro tra l’aria calda preesistente e la massa fredda in rapida avanzata. È quel meccanismo classico che alimenta i fenomeni convettivi più vivaci, quelli che si sviluppano con velocità e colpiscono in modo imprevedibile.
Sulle Alpi, notizia tutto sommato benvenuta in un’epoca che non è certo generosa con i ghiacciai, tornerà la neve. Probabilmente già al di sotto dei 1.500 metri, con gli accumuli più significativi attesi tra i 2.000 e i 3.000 metri. Una boccata d’ossigeno per un ambiente montano sempre più sotto pressione a causa del Cambiamento Climatico, che continua a erodere anno dopo anno quelle riserve idriche fondamentali per l’intero Paese. L’arrivo del fresco e del maltempo dopo il caldo africano era in realtà già nell’aria da giorni, con i principali centri di calcolo internazionali concordi sull’evoluzione.
Sabato 16: il vortice depressionario scende verso il centro-sud
È nella giornata di Sabato che lo scenario si fa più complesso e, per certi versi, più interessante da seguire. La perturbazione tenderà ad approfondirsi sul Tirreno, dando vita a un Vortice Depressionario che punterà deciso verso il centro-sud della Penisola. Per la prima volta, in questo episodio, anche le regioni meridionali verranno coinvolte in maniera piuttosto decisa, soprattutto quelle esposte alle correnti da ovest.
Il Mediterraneo centrale, ancora relativamente mite, fornirà il carburante ideale per fenomeni di forte intensità. È quel meccanismo a pentola a pressione che chi segue il meteo conosce bene: tanta energia accumulata nei bassi strati, un equilibrio che prima o poi si spezza e, quando lo fa, non lo fa in silenzio. Le zone più critiche saranno Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria, dove i temporali potranno risultare localmente molto intensi, con accumuli di pioggia rilevanti in breve tempo e qualche rischio di grandinata. Vale la pena, però, fare una distinzione importante: si tratterà di fenomeni localizzati, non di intere giornate di pioggia continua e ininterrotta. Le proiezioni modellistiche più aggiornate sul peggioramento tra il 15 e il 17 Maggio confermano accumuli davvero abbondanti al nord e lungo le regioni tirreniche.
Il calo termico: freddo pungente, ma il sole scalda ancora
Dal punto di vista termico, l’irruzione artica porterà un abbassamento generalizzato e piuttosto netto su tutta la Penisola. Bisogna però capire bene cosa significa in pratica. Si parla di temperature da Marzo, non da Gennaio: quando piove, il freddo si sentirà deciso e pungente, con valori ben al di sotto delle medie di stagione. Ma quando il sole riesce a fare capolino tra un rovescio e l’altro, i termometri risaliranno con una celerità sorprendente, anche di parecchi gradi nel giro di un’ora. È la natura stessa di questi episodi primaverili, sempre più frequenti in un Maggio che ha cambiato radicalmente carattere negli ultimi anni.
Le grandinate e i temporali attesi in questa fase di instabilità sono alimentati proprio da questi violenti contrasti termici, dalla collisione tra l’aria fredda in discesa e quella ancora calda radicata nei bassi strati. Il consiglio pratico è abbastanza elementare: strati, ombrello e aspettarsi l’inaspettato. Non il piumone invernale, sia chiaro, ma nemmeno la t-shirt.
Quando migliora? Le date che i modelli indicano
ECMWF e GFS sono concordi anche sull’uscita da questa fase difficile. Il cambio di rotta si profila intorno a Lunedì 18 Maggio, con la perturbazione che tenderà progressivamente ad allontanarsi verso i Balcani. Qualche fenomeno residuo rimarrà sul medio Adriatico e al sud, ma al nord e sulle regioni tirreniche il cielo tornerà a pulirsi, regalando quell’aria frizzante e limpida tipica del dopo temporale che sa tanto di primavera autentica.
Tornerà il caldo stabile? È la domanda che tutti si pongono, e la risposta onesta è: andiamo per gradi. L’ipotesi di un ciclone mediterraneo e l’instabilità strutturale di questo Maggio suggeriscono che la stabilità duratura non sia ancora dietro l’angolo. I modelli, almeno fino alla terza decade del mese, non mostrano una finestra anticiclonica consolidata. Ma la meteorologia, a queste distanze temporali, invita sempre alla prudenza, e aggiornamenti più precisi non mancheranno nei prossimi giorni.
Crediti
ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration WMO – World Meteorological Organization Copernicus Climate Change Service
L’articolo Dal 15 al 17 Maggio possibile Irruzione Artica: torna la Neve in quota? proviene da DIRETTA METEO.